I comportamenti d’acquisto del prossimo futuro

GfK Eurisko ha pubblicato una ricerca molto interessante sulle tendenze di comportamento dei consumatori sul cibo e al vino. Ve la riassumo.

1 – I consumatori tendono a diventare in tutto il mondo più sofisticati. trueitalian1249Quando ciò avviene, il riconoscimento sociale si sposta da “ciò che hanno” a “ciò che fanno”. Il rapporto con il cibo e l’alimentazione sono elementi di questo riconoscimento sociale. Il 43% dei consumatori europei, e il 49% di quelli italiani, dichiarano che le esperienze sono più importanti di ciò che si possiede.

2 – I consumatori internazionali danno importanza, nell’ordine, al fatto che i prodotti siano ecologici, al fatto che siano sicuri per la propria salute, alla ricchezza dell’esperienza di acquisto e di consumo, che io interpreto come incremento delle loro conoscenze in merito alle caratteristiche e ai valori del prodotto. Questo elemento è più spiccato nelle donne che negli uomini, e nelle fasce di età 25-39, ma molto alto anche nella fascia 40-54. Danno anche grande importanza al fatto di poter influenzare le imprese nelle loro scelte (e apprezzano quando queste lo fanno) e al modo in cui i fornitori si comportano nei confronti dei clienti e dell’ambiente che li circonda.

3 – Le parole chiave dei consumatori contemporanei in merito all’esperienza d’acquisto e di consumo sono: capitale sociale e culturale, esperienze condivise, novità e divertimento, intrattenimento, esplorazione, ricerca dell’eccitazione, imparare quotidianamente. Quasi il 40% dei consumatori europei valuta prioritario in merito alla scelta di un prodotto il suo aspetto, il feeling che trasferisce, il suo odore.

4 – I consumatori tendono a scegliere sempre di più imprese che percepiscono come vicine ai propri valori, convinzioni, principi etici e ideali. Sono consapevoli del fatto che ogni acquisto dica qualcosa di loro, apprezzano imprese che non abbiamo nulla da nascondere, che siano trasparenti e oneste, che rispettino i consumatori e l’ambiente, che siano portatrici di autenticità, che giochino pulito e applichino prezzi giusti, che portino il consumatore a pensare “ho fatto la scelta giusta”. Sempre le donne sono più sensibili a questi aspetti che gli uomini. A oggi circa 1 consumatore su 3 acquista prodotti unicamente secondo questi principi, dichiarando che il luogo e il modo con cui i prodotti che acquista sono stati preparati è fondamentale. Amici produttori 100% italiani, avete capito?

5 – Coerentemente con quanto detto sopra, la leggibilità e la trasparenza delle informazioni riportate in etichetta sono fondamentali, non si comprano solo dei prodotti, ma gli esseri umani che ci stanno dietro.

6 – I consumatori vogliono tutto e lo vogliono subito. La comodità, la flessibilità delle imprese, l’immediatezza dell’acquisto, il servizio aprono grandi prospettive a chi, nella produzione, nel package, nel retail e nel on-line, saprà, essere coerenti con questi bisogni. Su questi punti gli uomini sono più sensibili, e la sensibilità scende in funzione della crescita di età. Ovviamente i più “veloci” risiedono nella fascia fino ai 24 anni.

7 – Sintetizzando i 6 punti precedenti: i consumatori vogliono essere sorpresi e deliziati, vogliono sapere chi è e dove produce il fornitore, vogliono capire perché fidarsi di lui, vogliono un servizio veloce e non vogliono vivere l’esperienza di aspettative tradite.

 

La vera novità a mio parere risiede nella crescente importanza che assume la sostenibilità degli elementi ambientali e sociali, e la sua tendenza di ulteriore incremento: cresce la richiesta di prodotti sicuri, fatti con materiali rispettosi dell’ambiente, da aziende che rispettano i dipendenti trattandoli in modo equo, e che rispettano le leggi. Questi parametri, insieme al prezzo, alle promozioni, alla qualità intrinseca dei prodotti e a un servizio velocissimo, on e off line, sono certamente i driver del successo competitivo internazionale e della reputazione e del prestigio dei brand che li accompagnano.

Noi in Italia sul fronte dei prodotti ci siamo, malgrado alcuni produttori abbiano scelto la strada di diseducare i consumatori con prodotti di qualità sempre inferiore (ma di questo parleremo in futuro), sul servizio dobbiamo migliorare ancora. Ci siamo ragazzi, ci siamo. Grazie GfK Eurisko, ottima ricerca.

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