Dieci cose da sapere sul Mercato Cinese del Cibo e delle Bevande

Vuoi vendere in Cina? Vuoi avere una visione istantanea del mercato cinese? Vuoi argomenti di conversazione per le tue riunioni? Allora leggi qui, dieci cose per cominciare il tuo viaggio.

1 – Fotografia generale

  • Produce circa 19 miliardi di dollari di ricchezza all’anno (circa la metà in servizi), noi poco più di 2 miliardi, ovvero 4.000 dollari all’anno per abitante, contro i nostri 34.000.
  • E’ impegnata a far crescere il proprio prodotto interno lordo del 7% all’anno, a creare nuovi 45 milioni di posti di lavoro, a tenere la disoccupazione sotto il 5%, ad aumentare i salari minimi del 13%, ad incrementare le spese in ricerca e sviluppo al 2,2%, a ridurre le emissioni di co2 del 17%, ad acquisire imprese in tutto il mondo.
  • Il 50% della ricchezza si produce ad est, il 20% al centro, il 20% ad ovest, il 10% a nord.

 

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  • Il reddito è molto concentrato: l’80% della popolazione vive con meno di 9 mila dollari all’anno, i più ricchi, l’1%, con più di 22 mila, il rimanente 19% possiede da 9 a 22 mila.
  • Con questi trend di crescita la classe media nel 2020 sarà di circa 500 milioni di persone.
  • Internet viene regolarmente utilizzato dal 40%-50% della popolazione.

 

2 – Il mercato Cinese del food and Beverage

  • Mercato F&B Retail: 120,3 miliardi
  • Il mercato cresce dell’11% medio all’anno: Food 10%, Beverage 12%
  • Importazione totale: 4,9 miliardi, le bevande crescono più del food (12,2.% vs 9,9%).
  • Aumentano le importazioni di vino (+24%. Di cui 6% italiano), di dolci e di gelati.
  • L’Italia esporta poco, solo 145 milioni , 88 food e 57 bevande, con un incremento dell’ 80% rispetto al 2008.
    La Francia esporta 329 milioni, la Germania 170.
  • Il consumo pro capite di gelato cresce più di ogni altro segmento, è ormai simile a quello degli USA, Australia, Giappone. C’è tanta Francia e poca Italia. Questo mercato vale 4,4 miliardi, sarà di circa 6 miliardi nel 2015. Il mercato dei dolci è di 15,6 miliardi.

 

3 – Quattro profili di consumatori, quattro bisogni principali

 Diapositiva6  4 – I vecchi

  • Nel 2030 gli over 65 saranno il 16,5% della popolazione, quindi aumenteranno le tasse o la quota di risparmi destinata a loro. Ovviamente aumenteranno anche le vendite dei prodotti a loro destinati.
  • Il peso delle tradizioni per questi consumatori è molto elevato, chi si rivolge a loro deve adattare i gusti dei propri prodotti, e i menù.

 

5 – Gli ultimi trend di consumo

  • Vogliono più Occidente.
  • Vogliono più prodotti confezionati.
  • La qualità è richiesta solo dai redditi medio alti, quindi dagli abitanti delle grandi città; gli altri vogliono sconti e promozioni.
  • La qualità viene associata alla notorietà dal 45% della popolazione. Qualsiasi brand conosciuto quindi è sinonimo di qualità.
  • Per i consumatori di età compresa tra i 18 e 24 anni i marchi occidentali sono sinonimo di qualità.
  • Vogliono più benessere e salute: il fatturato dei cibi salutari e organici è cresciuto del 35% dal 2010 al 2015.
  • Voglio consumare cibi più rapidamente, coerentemente con l’aumento dell’occupazione in città e l’aumento della classe media.
  • In sintesi le parole chiave: tradizione, cibi pronti, cibi fuori casa, prodotti occidentali.

 

6 – In quali negozi acquistano i consumatori?

  • 56% super-ipermercati
  • 29% piccoli dettaglianti-super premium
  • 12,9% alti dettaglianti

7 – Con quali criteri i consumatori scelgono il punto vendita dove effettuare acquisti?

  • Vicinanza 57%
  • Fedeltà al negozio 56%
  • Promozioni 21%
  • Prezzi accessibili 19%
  • Pubblicità 12%
  • Passaparola amici 18%
  • Curiosità 5%

 

8 – E poi c’è l’E-commerce

  • Crescita di oltre il 22%. Ali babà e 360 buy hanno il 67% del mercato, poi Amazon, Dandang, Vanci.
  • I consumatori digitali cinesi sono i più esigenti del mondo per ricerca di innovazioni tecnologiche.
  • 951 milioni di utenti.
  • 1.176 milioni di telefoni cellulari.

 

9 – Il profilo del consumatore e-commerce

  • Usa molto i social network.
  • Raccoglie info sui prodotti via web.
  • Vuole interagire con un customer Service dedicato.
  • Teme la contraffazione.
  • Preferisce pagare in contanti alla consegna.
  • Cosa fa con internet, oltre ad acquistare: partecipa a forum (35%); guarda immagini (31%); guarda video (23%); ascolta musica (21%); guarda film (13%).

 

 

10 – Sounding Italian e falsificazione

  • Più di 20 miliardi, il fatturato dei cibi falsi italiani, su 60 totali. Nella provincia di Guanzu hanno rinominato una città “Parma”, dove producono prosciutti, che vengono “legittimamente” commercializzati come “Made in Parma”. Prossimo passo, creare la città di “Cremona”, dove produrranno latte. CI rendiamo conto quanto valgano i nostri brand?

 

 

 

 

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